Sono nato a Benevento dove lavoro e vivo. Sono nato nella città del Sen. Clemente Mastella e come molti seguo con attenzione le vicende degli ultimi giorni che hanno visto come protagonisti lui, la moglie Sandra Lonardo (presidente del Consiglio Regionale della Campania) e molti altri collaboratori, amici e parenti.
Assisto sconcertato a tutto ciò che succede e ascolto le critiche e i commenti portati da persone più e meno autorevoli… e i pensieri si accavallano, le idee si confondono, le parole si sprecano.
Le idee si confondono quando si pensa alla politica dei nostri giorni, all’arroganza di molti uomini di potere e al loro modo di operare e rappresentare le persone che spesso in nome della politica, di una bandiera, di un’ideale sono andati al proprio seggio ad esprimere una preferenza.
Ho sempre creduto alla politica, ho sempre provato ad essere parte di un movimento ben definito (sia chiaro: non è l’Udeur) e ho trascorso molte giornate a discutere con i miei coetanei di questo o quell’uomo politico, di questo o quel candidato, di questo o quel programma.
Allora ricomincio a pensare a qualche anno fa, a quando in nome di una riforma della scuola che ritenevamo sbagliata scendevamo in piazza con le bandiere urlando gli slogan di sempre; ricordo anche le discussioni con le nostre famiglie quando una volta a casa chiedevano “anche oggi sciopero?”. Pensavamo che non potevano capire, loro… loro non potevano capire perchè eravamo sicuri di quello che avevamo deciso e di quanto urlato in piazza.
Eravamo invincibili perchè convinti di essere nel giusto! Così come eravamo convinti di essere nel giusto quando alle ultime regionali il Sig. Bassolino si è riconfermato Governatore e festeggiavamo la vittoria della Jervolino con gli amici napoletani e quella di Pepe (sindaco di Benevento) con gli amici dell’Udeur.
I pensieri si accavallano. Tutto è adesso più confuso e crudo, tutto più reale e triste. Adesso si ripensa anche al passato e a come siamo stati stupidi, si ripensa a come sia stato possibile credere in qualcosa che ci ha tanto deluso.
Sono un libero professionista, un ingegnere che però non ha mai accettato di appartenere ad un mondo che immaginava corrotto ma che non conosceva.
Nelle vicende degli ultimi giorni alcuni uomini dell’Udeur sono accusati di reati che vanno dal concorso esterno in associazione per delinquere, al concorso in concussione e tentata concussione, al concorso in abuso d’ufficio e in falso. Nelle vicende degli ultimi giorni sono coinvolti uomini politici e professionisti.
Vale la presunzione di innocenza e siamo tutti d’accordo però…
Però verifichiamo alcune cose. Verifichiamo se ai vertici delle Municipalizzate, della A.S.L., delle Iacp ci sono persone riconducibili agli uomini di potere che abbiamo eletto. Verifichiamolo e chiediamo spiegazioni; è nostro interesse verificare che le persone che siedono nei vari C.d.a. siano competenti e preparate e possano seriamente fare il bene della collettività.
Non è il pensiero di uno sprovveduto che non sa come va il mondo ma il pensiero di un professionista che lavora e vede a chi vengono affidati gli incarichi professionali più importanti, le consulenze più prestigiose o i finanziamenti più importanti.
Non riesco a capire perchè nei vari C.d.a. debbano sedere i primi non eletti alle ultime elezioni comunali; non riesco a capire come avvengono le selezioni degli esclusi dai vari consigli comunali e provinciali e non riesco a capire come poi loro possano fare il bene di chi li ha votati.
Non riesco ancora a capire perchè accettiamo tutto questo e perchè lo facciamo spesso in maniera tanto ottusa.
Perchè è da ottusi lamentarsi del sistema e poi fare una telefonata al potente di turno per permettere al proprio figlio di frequentare la classe migliore alle scuole elementari o per prendere un buon voto all’esame di maturità o all’Università o per riuscire a scalare le graduatorie di un concorso.
E’ ancora sbagliato lamentarsi dei rifiuti che continuiamo a trovare per le nostre strade e poi continuare a dire “non faccio la raccolta differenziata perchè ci metto troppo a differenziare i rifiuti”!
E’ sbagliato! E’ tutto sbagliato! E’ sbagliato accettare il compromesso “perchè tanto così va il mondo” ed è altrettanto sbagliato vivere tutto quello che succede in maniera passiva.
Continuiamo a farci sentire, ma continuiamo ad essere persone oneste non cedendo all’appalto facile o al contratto importante e impegnandoci, noi si, per il nostro bene e per quello di chi come noi è una persona onesta.
Sono pienamente d’accordo con l’Amministrativista che ha lasciato un commento qualche giorno fa.
“Perennemente umiliato, nella dignità professionale, dalla preferenza accordata dal Governatore e dai suoi accoliti a servi di partito, falsi consulenti e mediocri professionisti. Personaggi in perenne malafede che hanno distrutto una terra e le sue eccellenze.”
Verissimo, caro amico. Pienamente d’accordo.
5 Commenti
Gennaio 19, 2008 alle 10:54 am
FIRMIAMO!
http://firmiamo.it/antibassolino
Gennaio 22, 2008 alle 10:45 pm
D’accordo con te, Alfio, e quindi evidentemente anche con l’Amministrativista. Una frase in cui credo molto è “non pretendo di cambiare il mondo, ma non mi ci adatto”. Non è granché, me ne rendo conto, ma è quello che sento. Sento di non avere l’energia e le potenzialità per cambiare lo schifo che mi circonda (ed è tanto, ovunque!), però posso scegliere in qualsiasi momento di non adeguarmici. Di non chiedere favori per diventare professionista, di non rivolgermi al politico di turno per avere un lavoro… credetemi, si può fare. Ed io lo faccio. Ci provo. E finora ci sono sempre riuscito. Non voglio dare lezioni di morale, proprio no. Però è vero: qualche speranza c’è solo se ognuno fa la sua parte, non solo a parole. Stateve buon’!
Febbraio 24, 2008 alle 10:13 am
Ciao, condivido ciò che scrivete sul governatore della munnezza (oggi più che mai si può dire) E’ uno scandalo quanto affermato dalla difesa ieri sui fatti della ditta Impregilo. Bassolino se non poteva che firmare perchè non ha attirato prima l’attenzione della magistratura ?
Venite a trovarmi su http://napoletaniaroma.blogspot.com
Oggi ho scritto su di lui, basta è ora che qualcuno cominci a pagare !
Luigi
Marzo 9, 2008 alle 8:41 am
LA NOSTRA DISERZIONE ELETTORALE.
“soldato che fugge è buono per nuova guerra”
Negli ultimi tempi siamo stati sommersi da indagini sociologiche che ci hanno comunicato, all’ingrosso, l’insoddisfazione di tre quarti dell’umanità e la gioia e la prosperità dell’altro quarto.
La politica è , però, rimasta indifferente alle questioni del vivere poste dalle popolazioni su scala nazionale e planetaria, confinata com’è nel ruolo di amministrazione e management, conforme, più che mai, al reale e alle sue gerarchie di potere consolidate. La sua unica preoccupazione, che unisce tutte le rappresentanze , da quelle di destra ,di centro e di sinistra a quelle cosiddette alternative, è stata (e continua ad essere) cancellare ogni soggettività non integrabile, con l’unico fine di “piacere alla gente che conta”(ovviamente per la “democrazia” e il “progresso”).
I disastri su scala locale e planetaria sono sotto gli occhi di tutti e hanno interessato i vari ambiti della vita: ambiente, rapporti sociali ed economici, stato psicologico e mentale delle persone. Popolazioni ed individui sperimentano gli effetti della GRANDE POLITICA DELLO STATO DEMOCRATICO DI SVILUPPO, quando viene loro estorta la salute, il lavoro, il semplice fatto di vivere. La grammatica del potere ha subìto una trasformazione da quando si è fatta carico della vita , e non solo più della morte, di milioni di individui, divenendo dominio essenzialmente NORMALIZZATORE, fatto questo relativamente recente. Allora la vecchia idea del sovrano ha riacquistato una propria modernità , quando, in nome della sicurezza e dello sviluppo economico, del benessere sociale e dell’unità del paese, ha mirato ad eliminare il conflitto dal suo codice genetico, nel tentativo di legittimare l’esercizio del potere di vita e di morte derivante da un diritto esclusivo autoconferito. L’essere di parte, l’esplosione dei conflitti sociali, di “classe”, razziali, delle minoranze e le appropriazioni ed usurpazioni di territori, sono divenuti solo ACCIDENTI, episodi, parentesi entro il ciclo della “governabilità”, inesistenti, quindi, nella loro consistenza originaria. LA NORMA è altra cosa. E’ LO STATO, LA SOCIETA’: naturalmente, e solo nel caso della trasgressione, LA FORZA e “la guerra”, interna o esterna e sempre presenti, ripristinano l’ordine.
E tuttavia, la politica che viene vede contrapposti lo STATO DA UNA PARTE e INTERE POPOLAZIONI DALL’ALTRA: il caso dei rifiuti in Campania ne è il segno.
Le forze che resistono “contro questo potere…,fanno leva proprio su quello ch’esso prende in considerazione – cioè sulla vita e sull’uomo in quanto essere vivente. Dal secolo scorso le grandi lotte che mettono in discussione il sistema generale di potere non si fanno più in nome di un ritorno agli antichi diritti e in funzione del sogno millenario di un ciclo dei tempi e di un’età dell’oro. Non si aspetta più l’imperatore dei poveri, né il regno degli ultimi giorni, e nemmeno il ristabilimento di giustizie ritenute ancestrali; quel che si rivendica è la vita intesa come bisogni fondamentali, essenza concreta dell’uomo, realizzazione delle sue virtualità, pienezza del possibile. Poco importa che si tratti o no di utopie: abbiamo a che fare qui con un processo reale di lotta ; la vita come contenuto politico è stata in un certo qual modo presa alla lettera e capovolta contro il sistema che cominciava a controllarla diventando, molto più del diritto, la posta in gioco delle lotte politiche, persino laddove finalizzate alla conquista di diritti.
L’ affermazione del diritto al corpo, alla salute, alla felicità, alla soddisfazione dei bisogni, il diritto di ritrovare quel che si è e tutto quel che si può essere, al di là delle oppressioni o “alienazioni”, questo diritto , così incomprensibile per il sistema giuridico classico, diviene la replica politica a tutte le nuove procedure di potere…”. (Michel Foucault).
Appunto per questo intendiamo incamminarci nella direzione opposta ai seggi elettorali (peraltro impraticabili e maleodoranti perché ostruiti, in Campania, da cumuli di spazzatura) con la consapevolezza dei nostri molteplici stili di vita, ma soprattutto della nostra caparbietà a relazionarci direttamente, senza intermediazioni, fondata sul desiderio di indignarci ancora una volta, di dire a voce alta i nostri “no”, di adoperare resistenza verso una nomenklatura autoreferenziale.
Santa Maria Capua Vetere, marzo 2008
Biagio, Bruno, Daniela, Deborah, Emiliano, Federico, Gerardo, Giovanni, Salvatore……. del sito http://www.a-margine.org/
Chiadiamo la pubblicazione del presente “manifesto” sul sito web per aprire una discussione al riguardo.
Giugno 19, 2008 alle 9:31 am
1000 4 Comment
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I honestly am not sure about this one. I have a different point of view. But anyway …
cheers, Voluminous.